Ristoranti Milano

C’erano un filippino, un giapponese, un vietnamita e qualche italiano: 8 ristoranti a Milano

Mi sono fatto un altro giro di locali in veste di cattivisssssssimo e incorruttibile ispettore della Guida Minchiolìn e ho speso l’ennesima cartata di soldi. In questo post c’è la prima parte di ristoranti, l’altra ve la sparo settimana – spero. Più giro, più mi rendo conto di quanto Milano si stia riempendo di fuffa in cui non si mangia nulla di eclatante e si spende un sacco di soldi. Non c’è una fascia intermedia, sia nella qualità che nel prezzo. I nuovi ristoratori, molti improvvisati e provenienti da settori che non hanno nulla a che fare col cibo, investono tanto sul layout della sala, sul brand, tante storielle sugli ingredienti a-chilometro-zero-presidi-slow-food-menate-gurmé che sono un efficace tentativo di tenere rapporti qualità-quantità/prezzo davvero imbarazzanti. In molti piatti manca l’anima, manca ciò che li rende memorabili. Ma a quanto pare il cliente medio è contento.

Per quel che mi riguarda, in questo giro, qualche bocciatura, qualche promozione.

SOLITO DISCLAIMER

I prezzi indicati si riferiscono a ciò che ho pagato di tasca mia da normale cliente – insomma, senza mai presentarmi come fudbloggah o presunto tale – e come quota singola. Nei paragrafi non ho menzionato tutte le portate che ho mangiato, quindi le cifre che vedete possono comprendere anche altro. Ho sempre ordinato almeno 2 portate. C’è sempre del vino di mezzo, bottiglia o calice è specificato – per la boccia il prezzo pagato ne comprende una parte – perché chi non beve mentre mangia è un po’ tristomane (ma anche prima, anche dopo).  

Non è una classifica – non faccio classifiche – è un compendio in ordine Alla Cazzo.  Non ci sono sentenze, solo le mie personalissime opinioni.

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STARITA

via Gherardini 1, Milano – www.pizzeriestarita.it

É la seconda volta che vengo e il personale conferma una scarsa inclinazione al sorriso, sembrano quasi infastiditi dalla presenza dei clienti. Poco male perché la pizza fritta ripiena di ricotta e scarola e con sopra ricotta, pomodorino, pepe e basilico è superba e talmente abbondante che non riesco a finirla (true story). Anche i fritti iniziali m’imbarzottiscono parecchio, con la frittatina di pasta sugli scudi. Digestione rapida e senza accusare il minimo colpo, segno di un impasto fatto a regola d’arte. Una delle migliori pizzerie di Milano, senza se e senza ma.

Con (doppio) vino – sì, la pizza col vino, ‘cazzo volete? – 23 €

Starita Milano

Starita Milano

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VIETNAM MON AMOUR

via Pestalozza 7, Milano – www.vietnamonamour.com

Il dehor esterno, al coperto, ha un fascino atavico da Mille e una notte ammantato da una luce flebile a cui ci si abitua rapidamente. La cucina vietnamita è protagonista, infatti non manca il pho, ovvero il ramen delle rive del Mekong. É tutto ben fatto ma manca spesso quel guizzo che ti fa volare. Nel già citato pho i noodles sono parecchio avanti nella cottura e il brodo è monodimensionale, per il palato nulla da ricordare. Interessanti alla vista i banh cuon, gli involtini al vapore ripieni di carne che mostrano un bel gioco di trasparenze, in bocca scorrono via lisci. I ga nuong sono la cosa migliore del lotto, dei bocconcini di pollo caramellati con miele e cannella elegantemente insidiati dal tocco ispido della lemongrass. Francamente m’aspettavo qualcosa di più, viste le referenze entusiaste di conoscenti.

Con bottiglia di vino, 38,50 €

Vietnam Mon Amour Milano

Vietnam Mon Amour Milano

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TRATTORIA LA MADONNINA

via Gentilino 6, Milano – www.trattorialamadonnina.com

Uno dei luoghi di culto della cucina tipica milanese. Il servizio è un tantino sbrigativo e si ferma in punta di piedi alla pre-gentilezza. La sala ripudia gli orpelli della contemporaneità, tavoloni di legno massiccio, tovaglie a quadri rossi. Anche la cucina non le manda a dire, ovviamente senza voli pindarici creativi, qui si va di ricette storiche. Risotto giallo onorevole ma è quasi al limite con la cottura, cotoletta orecchia d’elefante generosa ma la panatura cede in più punti.

Con vino, 27 €.

Trattoria La Madonnina Milano

Trattoria La Madonnina Milano

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TOKYO TABLE

Via Vigevano 10, Milano – www.tokyotable.it

É un neonato locale di izakaya, ovvero le tapas giapponesi. Carta immensa, tanti – forse troppi – camerieri che stanno con gli occhi addosso e non aspettano altro che toglierti il piatto da sotto il muso. Ok la solerzia ma quando vado a cena non voglio pressioni. Siedo al bancone che si affaccia su una zona di lavoro in cui uno chef nipponico affetta con mistica placidità alcuni tranci di pesce. Tra gli antipasti le crocchette di patate si fanno apprezzare accompagnate da una salsa di uova di pesce; il black cod – leggasi merluzzo carbonaro – marinato alla griglia con salsa di miso bianco devo andarlo a cercare col microscopio tanto è esigua la porzione (alla modica cifra di 8,50 €): giuro, un boccone. Il diaframma di manzo con riso è apprezzabile ma niente di memorabile sebbene sia ben cotto. Le quantità sono tutte striminzite, il rapporto coi prezzi è iniquo. Una volta basta e avanza.

Con calice di vino, 35 €.

Tokyo Table Milano

Tokyo Table Milano

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MARIÚ

viale Sabotino 9, Milano – www.mariukebab.it

Le vie della cucina fusion sono infinite. Ogni piatto è declinabile in decine di varianti, il tanto vituperato kebab compreso. Da Mariù il panino è componibile, seguendo il trend lanciato da mille hamburgerie là fuori. Dal tipo di pane – c’è anche la puccia salentina – e di carne alla farcia con ingredienti extra più pettinati (tipo burrata, crema di tartufo, lardo, stracchino), qui vige la legge della personalizzazione. La mia è una piada con arrosto di vitello, friarielli, melanzane sott’olio, pomodori secchi e salsa yogurt: il livello di untume è – volutamente – alto ma amministrabile, c’è armonia e la carne mi piace. Accanto faccio parcheggiare delle patate a spicchio fritte ma asciutte. Si spende qualcosa di più dal solito kebabbaro indigesto ma ne vale la pena.

Con una lattina di Coca-Cola, 14 €.

Mariù kebab Milano

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BRUTTI DI MARE

Piazzale Cantore 3, Milano – www.bruttidimare.it

Cucina di mare di un certo livello. La sala è molto sciccosa, clientela dall’età media alquanto alta. Nell’acquario all’ingresso fa bella vista di sé un esercito di ostriche, che sono la specialità della casa. Io però balzo i convenevoli e vado dritto al primo, uno spaghettone di Gragnano con gamberi rossi e ostriche della Bretagna (ce ne sono ben 5), tutti crudi: niente da eccepire, cottura della pasta perfetta, sento il mare in bocca. Assaggio anche le tagliatelle al nero con ricci di mare e burrata, anch’esse d’una certa pettineria. Contesto invece l’astice alla brace, evidentemente affetto da rachitismo: 3 forchettate e via 23 euro. Molto meglio il fritto misto, abbondante e per niente unto. Se volete fare i ganzi spendicchiando un po’, è un buon posto dove andare.

Con bottiglia di vino, 55 €.

Brutti di Mare Milano

Brutti di Mare Milano

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COMMISSARY KITCHEN

via Cesare Beruto 31, Milano 

Lo tenevo d’occhio da un po’ essendoci passato davanti diverse volte. Il nome è abbastanza infelice, il sottotitolo è a taste of filipino cuisine, l’ambiente è da fast food, ci sono menu composti da piatto principale e bevanda analcolica. Mi faccio del pollo fritto – accompagnato da salsina e riso basmati – che sa molto di Kentucky Fried Chicken e sono tentato dal sisig (orecchie di maiale grigliate) ma preferisco chiedere consulenza al cassiere perché voglio mangiare qualcosa di veramente filippino. Mi consiglia il dinakdakan, un untissimo piatto di fegatini di pollo grigliati misti a cipolla, aglio, aceto e maionese che è invero buono ma per digerirlo ci metto quasi 7 ore. Per panze coraggiose (e che dopo non devono lavorare).

Due menu, 14 € (uno da 6 €, l’altro da 8 €).

COMMISSARY_1Commissary Kitchen Milano

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GIANNASI

Piazza Buozzi 2, Milano – www.giannasi1967.it

Non esiste milanese, di nascita o di lunga adozione, che non abbia assaggiato almeno una volta il pollo allo spiedo di Giannasi. Mi mancava, così faccio la fila al chiosco, gremito all’ora di punta della pausa pranzo con gente che ordina dal generoso bancone ricolmo di piatti pronti. Non ho posate, tanto meno fazzoletti, ma vado di mano nuda, seduto su una panchina lì vicino, per aggredire il mezzo polletto che ho preso: buono e dalla pelle croccante ma un po’ secco. Le crocchette di patate, sebbene siano state fritte da un po’, spaccano di brutto, se non fossi già sazio farei il bis.

Mezzo pollo e una porzione di crocchette, 4,90 €.

Giannasi Milano

Giannasi Milano

Stay tuna

[photo credits: le foto di tutta sta cibaglia ipercalorica sono mie, quella di copertina l’ho presa da thebump.com]