RISTORANTI_MILANO

Per la Guida Minchiolìn: pizzette, parmigiane, hamburger e cose col pesce. 7 ristoranti a Milano

Prima di smaterializzarmi da Milano e ricompormi nelle lande pugliesi per il mio secondo Tonno In Tour, il gastro-couchsurfing in cui sconosciuti mi offrono ospitalità in cambio dei miei servigi culinari, mi tolgo dalla lista delle Cose Tonnate Da Fare Prima Di Partire E Che Vadano A Male l’ennesima sfilza di locali testati in veste di maledetto ispettore della mia Guida Minchiolìn.

Che dire? C’è della roba buona, altra immeritatamente fin troppo considerata da clientela e, a volte, addetti ai lavori. Ma ognuno mangia e apprezza quel che gli pare, no?

SOLITO DISCLAIMER

I prezzi indicati si riferiscono a ciò che ho pagato di tasca mia da normale cliente – insomma, senza mai presentarmi come fudbloggah o presunto tale – e come quota singola. Nei paragrafi non ho menzionato tutte le portate che ho mangiato, quindi le cifre che vedete possono comprendere anche altro. Ho sempre ordinato almeno 2 portate. C’è sempre del vino di mezzo, bottiglia o calice è specificato – per la boccia il prezzo pagato ne comprende una parte “alla romana” – perché chi non beve mentre mangia è un po’ tristomane (ma anche prima, anche dopo).  

Non è una classifica – non faccio classifiche – è un compendio in ordine Alla Cazzo.  Non ci sono sentenze, solo le mie personalissime opinioni. Se qualche ristoratore dovesse arrabbiarsi: Fatti Suoi.

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GATTÓ

Via Castel Morrone 10, Milano – www.gattomilano.com/it

La materia prima è sempre ottima da Gattò, non è la prima volta che vengo e non resto mai deluso. Interessante la parmigiana con la spuma di ricotta, per niente aggressiva nel sapore e non unta, mi piacciono molto anche gli strascinati con gamberetti, polpetti e filetti di triglia mantecati al nero di seppia, sebbene la triglia si senta poco.

Con bottiglia di vino, 34 €.

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DROGHERIE MILANESI

Via San Marco 29, Milano – www.drogheriemilanesi.it

Un bell’esempio di locale trendy con poca sostanza. Menu chilometrico che è un coacervo di cucine di mezzo pianeta – Giappone, Perù, Italia, Stati Uniti, Spagna – ma privo di identità, se però ciò che ordino fosse eseguito con perizia non avrei nulla da eccepire.

Invece le patatine sono un po’ mollicce ed è già planata sopra una generosa quantità di salsina: magari una ciotolina a parte per lasciare al cliente la libertà di decidere se e quanta usarne (anche perché quelle sotto me le devo pappare nude e crude)?

Il peggio però è il burger di granchio, letteralmente insapore e impiastricciato, dalla consistenza inconsistenza. Ci metto anche un po’ a digerirlo.

Con calice di bollicine, 33 €. Bocciato senza riserva.

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Ahimè, foto un po' sfocata

Ahimè, foto un po’ sfocata

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NOTE DI CUCINA

Viale Monza 16, Milano – www.notedicucina.it

Un posto inaspettato scovato dal caro amico Ravensburger. Si cena in una terrazza – che subisce un attacco di zanzare di un’oretta non proprio gradito – dalla sobria eleganza. In diffusione musica classica per tutta la serata, ma a volumi umani (si passa da Vivaldi a Mozart, da Prokof’ev al mio amato Erik Satie). Ma c’è solo una cameriera in sala, insieme al gestore.

Salumi e formaggi di qualità accompagnati da torta fritta – parente prossimo dello gnocco fritto, tutto molto buono, così come le tagliatelle al ragù con carne tagliata al coltello: cottura al dente, sugo saporito e confortevole.

Il servizio è un po’ lento.

Con vino, 37,50 €.

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AL PIZZETTA

Viale Monte Nero 73, Milano – www.alpizzetta.it

Ho decantato più volte le mini pizze di Trieste – pizzeria storica nata a Pescara che da circa un anno ha attecchito a Milano – che per me restano le migliore pizzette in citta (diametro di 16 cm, per intenderci).

Anche dopo aver assaggiato quelle de Al Pizzetta resto dello stesso avviso sebbene queste non demeritino. Buono e digeribile l’impasto, così come i condimenti: ottima la brie e speck (anche se poverella di porco), ancora meglio quella con salsiccia, friarielli e peperoncino.

Se siete in zona e vi viene voglia di qualcosa al volo, entrate.

Con birra (e 3 pizzette), 13 €.

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TRATTORIA SOLE

Via Valvassori Peroni 41, Milano – www.trattoriasole.milano.it

Lambrate non è rinomatamente La Mecca dei gurmé milanesi. Fuori dalle solite zone trendy, c’è Trattoria Sole.

La sala mi piace moltissimo, bianca in cui unisce elementi d’antiquariato a un design più minimale e contemporaneo ma senza mai eccedere.

Del tris d’antipasti il babaganoush – crema di melanzane dal forte sapore affumicato – mi piace più del resto.  Per palati forti le tagliatelle di nero di seppia con salsa alle acciughe, molto sapida ma ero già stato avvertito – e francamente non mi dispiace.

Sono titubante sull’inclusione, nei secondi, di un tortino di riso con tartufo bianco e mortadella ma il proprietario, che serve in sala, mi da la sua versione, legata a mere questioni organizzative. Ad ogni modo, è un piatto delicato (ma che continuo a vedere nei primi).

Merita una prova.

Con bottiglia di vino, 40 €.

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BAOBAB

Corso Garibaldi 12, Milano

Continuo a non comprendere l’entusiasmo di certi colleghi e di clienti riguardo certi posti. Non vedo differenze abissali tra questo hamburger e quello di qualche famigerato fast food.

Sarà che la polpetta è alta appena un dito, sarà che il pane inizia a sfaldarsi tra le dita non appena si inzuppa, sarà che personalmente detesto l’abuso di salsine, non vedo perché dovrei tornare. Soprattutto alla luce di un servizio disordinato e distratto (qualcuno dica ai camerieri che davanti ai clienti non si battibecca).

Il mio era un cheeseburger povero d’emozioni. In giro c’è (molto) di meglio.

Con birra, 19 €.

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PANINI DI MARE

Colonne di San Lorenzo, Milano

Sulla scia di Pescaria, è arrivato anche questo locale di panini di pesce – e che difficilmente troverete su Google, non capisco il perché.

É nella zona caotica delle Colonne di San Lorenzo, in un angolo della piazzetta. Sala piccina, ci sono diversi tavoli fuori. Prezzi non proprio popolarissimi (eh, ma siamo a Milano, figa!), da 7,50 a 15 €.

Il problema è che, se Pescaria ti serve panini ricchi di condimento in “tartarughe” consistenti (e sia chiaro, non sono un loro grande estimatore), qui sbucano dei francesini pallidi che, per soddisfare un pancino medio, ce ne vogliono due.

Infatti faccio doppia razione: uno con gamberi rossi crudi e stracciatella (15 € e c’erano, giuro, sì e no 4 gamberetti) e l’altro con filetto di tonno crudo, insalatina e pomodorini (9 €). Non c’è neanche uno slancio creativo che dici, vabbè, mangio una roba diversa dal normale.

Mettici la birra e saltano 35 €. Mi sembra eccessivo per così poco.

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Stay tuna